Intervista del “Tennis Italiano” a Valerio e Nadin

Un caso interessante nel nostro tennis giovanile, è quello di Nadin Lisi Barbarossa, giovanissima di Fabriano, provincia di Ancona, che lo scorso agosto ha dominato i campionati italiani under 11. Senza entrare nei meriti di una situazione familiare delicata, il risultato è che alle spese del tennis contribuisce solo la madre, che però da sola non è in grado di coprirle interamente.

Fortuna che la sua vicenda è stata presa a cuore dal maestro Valerio Moretti che, attivando qualche conoscenza sparsa per l’Italia, riesce a darle una grossa mano. Ha trovato, prima a Maglie e poi a Forlì, due club intenzionati a sostenere le spese di alcuni dei tornei della ragazzina, in cambio di un tesseramento in ottica futura, dovuto alle famose regole sul vivaio per i campionati a squadre. «Senza contare – spiega il diretto interessato – che ai circoli conviene anche vincere i campionati giovanili, perché ricevono un buon contributo. In più, siccome la ragazzina continua a ottenere buoni risultati, stiamo provando a sfruttare questa carta per attirare qualche investitore. Qualcosa dal circolo, qualcosa dalla Federazione, qualcosa da un’azienda che dovrebbe aiutarci a sostenere le spese di qualche torneo, e per ora siamo abbastanza coperti». Messa così sembra facile, ma quanti sono, in Italia, quelli che si impegnano per aiutare un’allieva che dopodomani potrebbe tranquillamente cambiare guida? «L’ho fatto per una sorta di dovere morale. La ragazzina mi ha subito colpito: ha voglia e costanza, è sempre solare, con tanta voglia di migliorare. Ha il sogno di diventare una tennista e mi piangeva il cuore all’idea che dovesse abbandonarlo per questioni economiche. Anche perché nel suo percorso di crescita ho sempre avuto carta bianca. Con altri ragazzi succede di dover mediare spesso con i genitori, invece la madre di Nadin ha sempre appoggiato ogni mia decisione. Questo per un insegnante è un aspetto molto importante e molto stimolante».

Può essere un monito per tanti genitori: invece di vessare gli insegnanti è meglio lasciarli lavorare in pace, che magari qualche aiutino arriva più volentieri. «A Valerio dobbiamo tanto – spiega mamma Liliana – perché sta facendo moltissimo per Nadin. Al momento il futuro non mi spaventa, perché prima di tutto abbiamo il sostegno del maestro, dei club e delle persone che ci aiutano, e anche un contratto per attrezzatura e abbigliamento con Head, che ci garantisce tutto il materiale necessario, oltre ad un contribuito economico. Il modo in cui andremo avanti dipenderà anche dai risultati, ma credo che se Nadin continuerà a dimostrare di essere fra le più forti d’Italia, non sarà impossibile trovare qualche aiuto. Mi piace pensare positivo». Mamma Liliana vive da vicino la realtà dei tornei perché accompagna la figlia in tutti gli appuntamenti: provinciali, regionali, nazionali e internazionali: «Faccio da autista e quando il maestro non c’è, anche da mental coach. Tutto, a parte palleggiare! Una stagione di attività ci costa sui 10.000 euro, che diventano 15.000 con gli allenamenti. Purtroppo, non si può fare solo una delle due. Io però la vivo in maniera serena: come madre farei qualsiasi sacrificio per sostenere mia figlia in questo percorso. È quello che lei vuole».

[Estratto dall’articolo de “Il Tennis Italiano” dal titolo “Baby campione, quanto mi costi?” a firma di Marco Caldara]